Comprendere la situazione lavorativa di chi presenta delle disabilità è fondamentale per poter ampliare le opportunità di impiego

Collocare nel mondo del lavoro le persone con disabilità è un tassello fondamentale, nel percorso volto all’autonomia e all’inclusione delle stesse.

Qual è la situazione a riguardo in Italia? 

Normativa concernente la disabilità e il lavoro

L’inclusione lavorativa dei diversamente abili è il tema centrale della Legge numero 68 del 12 marzo 1999Norme per il diritto al lavoro dei disabili” e pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 57/L della Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 1999. 

La normativa prevede l’obbligo di assunzione dei lavoratori afferenti alle categorie protette, in base alle dimensioni societarie.

Il collocamento mirato

Per collocamento mirato dobbiamo intendere tutti quegli accorgimenti, tecnici e di supporto, finalizzati all’integrazione dell’impiegato disabile nel luogo di lavoro.

Tutte le aziende, pubbliche e private, con un minimo di 15 ed un massimo di 35 dipendenti, sono obbligate ad impiegare almeno un lavoratore appartenente alle categorie protette

Per le società da 36 a 50 lavoratori, saranno due le unità in argomento, mentre nel caso di più di 50 dipendenti, l’assunzione di personale disabile è stabilita in misura superiore al 7% del numero complessivo di lavoratori impiegati.

In tutti questi casi è prevista una tipologia di contratto subordinato o di somministrazione, ma sempre di un anno (dodici mesi).

I dati reali

Da dati recenti, è emerso che nel nostro paese soltanto il 35,8% delle persone con disabilità ha un lavoro. 

L’Italia, da questo punto, è molto distante dal resto dell’Unione Europea, che denota una percentuale di impiego superiore al 50 per cento.

Purtroppo, infatti, dobbiamo riscontrare che nel Belpaese ci sono ancora più o meno un milione di diversamente abili disoccupati. 

Una situazione realmente inaccettabile.