Nel decreto, emanato lo scorso 22 settembre, sono state presentate diverse novità riguardanti il Fondo Nuove Competenze

Il decreto dell’ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, emanato in concerto con l’allora Ministro delle Finanze e dell’Economia, Daniele Franco, emanato il 22 settembre scorso permette il rifinanziamento del FNC (Fondo Nuove Competenze) per 1 miliardo di euro. Il documento ha anticipato la pubblicazione dell’avviso su cui potranno candidarsi le richieste per l’ottenimento del contributo.

Il Fondo nasce allo scopo di contrastare la crisi economica provocata dalla pandemia Covid-19, aggravata in questi mesi dalla guerra in Ucraina. La misura, introdotta dal secondo Governo Conte due anni fa, è finanziata dall’ANPAL (Associazione Nazionale Politiche Attive del Lavoro – e dall’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), e cofinanziata dal FSE (Fondo Sociale Europeo). 

Il Fondo Nuove Competenze e la formazione dei dipendenti

Un miliardo di euro, dunque, per consentire alle imprese di realizzare un percorso formativo di crescita dei propri dipendenti per accrescere determinate skills, sempre più necessarie nell’epoca della Quarta Rivoluzione Industriale

Il periodo della formazione, che deve avvenire durante l’orario di lavoro, è rimborsabile fino al 100% per quanto riguarda i contributi previdenziali ed assistenziali, e al 60% della retribuzione oraria delle ore destinate alla formazione. Il versamento della cifra complessiva avviene direttamente sul conto corrente dell’azienda interessata.

Le novità previste dal decreto

Il rifinanziamento punta sulla formazione dei lavoratori sull’acquisizione di competenze green e digitali, così da seguire gli obiettivi previsti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

I fondi interprofessionali costituiranno il canale privilegiato di accesso al FNC. Per i datori di lavoro che non hanno a disposizione fondi interprofessionali la formazione dovrà essere erogata da enti accreditati a livello regionale o nazionale. 

Inoltre, la società che ha presentato istanza di accesso al Fondo non potrà essere il soggetto erogatore della formazione.

Orario di formazione previsto

La formazione può essere erogata, per singolo dipendente, per un minimo di 40 e un massimo di 200 ore. Il contributo massimo concesso, per ciascuna istanza, non può superare i 10 milioni di euro.

Può essere richiesto dal datore di lavoro un’anticipazione, nel limite del 40% del contributo concesso, dietro presentazione di una fideiussione bancaria o una polizza fideiussoria assicurativa.

Rimodulazione orario di lavoro

Come stabilito dal primo articolo, secondo comma del nuovo decreto, le aziende che vogliono partecipare al Fondo hanno l’obbligo di sottoscrivere con i sindacati, entro e non oltre sabato 31 dicembre, intese specifiche sulle rimodulazioni dell’orario di lavoro finalizzate a specifici percorsi formativi dei dipendenti.

È previsto, infatti, un premio per chi decide di intraprendere una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Nel caso di accordi che prevedano, oltre alla rimodulazione dell’orario finalizzata a percorsi formativi, anche una riduzione strutturale dell’orario di lavoro a parità di retribuzione complessiva, la quota di retribuzione finanziata dal fondo sarà pari al 100%.

Per ulteriori informazioni, telefonare al 081 184 043 (Area Progettazione PSB) o consultare il seguente link.