Apple e Google già utilizzano la meditazione Mindfulness nei programmi di sviluppo delle risorse umane

Negli ultimi anni la psicologia del lavoro sta riservando alla Mindfulness un’attenzione sempre crescente. Questa pratica sta conoscendo un notevole sviluppo nel campo della formazione aziendale tanto da indurre, compagnie leader nei diversi settori, ad investire risorse sempre maggiori. L’intento è quello di fornire ai propri dipendenti, strumenti concreti per affrontare al meglio i complessi stimoli quotidiani; rispondere agli stessi in modo consapevole e non automatico. 

Aziende del calibro di Google, Apple, Nike, Yahoo!, Deutsche Bank hanno, già da tempo, implementato la formazione aziendale, con protocolli di Mindfulness utili a gestire incertezza e cambiamento continuo.

I motivi per cui si cerca di promuovere e coltivare il benessere in azienda attraverso la pratica di questa antica disciplina sono molteplici; tutti però riconducibili ad un obiettivo fondamentale: il maggior profitto aziendale. La realizzazione di qualsiasi miglioramento aziendale, non può avere luogo senza un’accresciuta efficienza degli standard qualitativi personali.

Sempre più studi confermano come la meditazione in azienda promuova nell’individuo un cambiamento profondo nel modo di rapportarsi alla dimensione lavorativa; nel modo in cui le persone percepiscono il loro ruolo, la relazione con gli altri, il significato stesso di lavoro.

Contrariamente a quanto affermerebbe il senso comune, lo “stato meditativo” non è mai una condizione passiva. Attraverso la pratica, l’individuo attivamente e intenzionalmente impara ad aprire spazi nuovi nella propria vita; apprende il valore del fermarsi; verifica la validità di ciò che sta facendo; trova la direzione più vantaggiosa rispetto al proprio operato.

La forza dell’esperienza meditativa si manifesta quando riusciamo a spostarci progressivamente dall’attenzione centrata su di sé all’empatia verso l’altro; dalla percezione di sé come individui isolati alla percezione di sé come individui interdipendenti.

Non deve, dunque, meravigliare se un numero sempre maggiore di aziende stiano valutando di integrare, all’interno del loro piano di formazione aziendale, l’antica pratica contemplativa. 

Il successo della Mindfulness nei contesti clinici

I fondamenti di quella che oggi chiamiamo Mindfulness sono stati insegnati direttamente dal Buddha stesso, circa 2500 anni fa. Il termine è la traduzione inglese della parola sati, che in pali, un’antica lingua indiana, significa “attenzione consapevole”.

La sua diffusione nella cultura occidentale si deve agli studi pionieristici di Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets. A partire dal 1979, Kabat-Zinn elabora un protocollo, il Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR), finalizzato al trattamento di pazienti con dolori cronici o con malattie terminali. Lo scopo della metodologia è quello di aiutare i degenti a far fronte a stress, sofferenza e malattia, per mezzo della “consapevolezza del momento attuale”. É il concetto cardine della pratica: l’attenzione e la lucidità da dedicare a sé stessi e alla propria condizione nel momento presente, per viverlo pienamente ed incondizionatamente per ciò che esso è realmente.

I risultati incoraggianti e l’interesse crescente della comunità scientifica, portano Kabat-Zinn ad estendere il suo modello a tutto il personale medico e paramedico, professioni tipicamente caratterizzate da forte stress.

L’efficacia del Programma Mbsr è documentata dal 1982 sul sito PubMed, l’archivio pubblico biomedico del Governo USA. Sul portale americano, si possono trovare molte ricerche scientifiche, avvalorate da rigorose indagini di istituti accademici accreditati.

Un approccio che si sta diffondendo anche in Italia

Più di recente, anche in Italia, per cercare di andare incontro alle specifiche necessità del mondo aziendale, molte imprese hanno iniziato a progettare vere e proprie politiche di cura della persona. Il benessere nel contesto professionale sta diventando un fattore essenziale in relazione alla motivazione e alla produttività del personale, a qualsiasi livello.

Gli ultimi studi di Scienze neurologiche e psicologiche, hanno confermato alle direzioni aziendali, come le risorse cognitive ed emotive dei loro colleghi, determinino poi la salute, la resilienza e l’andamento futuro delle loro imprese o istituzioni.

In questo contesto, dunque, anche nel nostro Paese, le organizzazioni si stanno mostrando sempre più desiderose di sperimentare tutte quelle innovazioni indirizzate proprio alle persone. Del resto, come ampiamente documentato da molti studi empirici, il successo nella maggior parte delle organizzazioni, è fondato sulla collaborazione, sulla creatività, sulla flessibilità cognitiva e sui processi decisionale efficaci: tutti elementi fortemente erosi da ritmi lavorativi frenetici e stressanti.